Compensare le emissioni dei propri voli aerei: quanto costa e come funziona?

di Andrea Cavalleroni

Varie compagnie aeree e siti web permettono di fare il carbon offsetting del proprio volo. Andiamo a vedere come funziona nella pratica e se è davvero un metodo efficace per ridurre l’impatto ambientale del proprio volo aereo.


Volare o non volare?

Volare o non volare? Questo è il dilemma che affligge le persone più attente al loro impatto ambientale. Indubbiamente prendere meno voli possibile è la scelta migliore per il clima. Questo perché prendere un volo transoceanico andata e ritorno può emettere oltre una tonnellata di CO2 a passeggero. È tanto, è poco? Consideriamo che è circa come fare la stessa distanza del volo, in un’auto a benzina/diesel, da soli. Quindi con un solo lungo volo si possono potenzialmente creare le stesse emissioni che si creano in un intero anno alla guida della propria auto. Le emissioni dei voli in Europa sono raddoppiate negli ultimi decenni (mentre noi vorremmo portarle a zero, la linea rossa nel grafico sottostante) ed equivalgono al 4% del totale delle emissioni del nostro continente.

Emissioni dei trasporti in Europa rispetto agli obiettivi di riduzione delle emissioni

Compensazioni delle emissioni: le varie tipologie di carbon offsetting

Ci sono soluzioni per abbassare le emissioni se si sceglie di prendere un volo? Da molti anni esistono siti web che si occupano di carbon offsetting (compensazione delle emissioni), che ad esempio piantano alberi o conservano foreste esistenti. Esistono vari tipi di certificazioni più o meno affidabili, ma la maggior parte dei progetti è nel lungo termine e quindi non si sa con certezza se porterà i benefici promessi. Rimane quindi una soluzione di dubbia efficacia.

Da qualche anno a questa parte esiste un nuovo metodo per abbassare le emissioni del proprio volo: il Sustainable Aviation Fuel. Questo tipo di carburante può derivare da varie fonti e di conseguenza essere più o meno virtuoso: olio vegetale esausto, idrogeno verde + Direct Air Capture (e-kerosene, il più virtuoso, ma anche quello che richiede più energia), biomassa, scarti agricoli e rifiuti. Gli studi su questo tipo di carburante, rispetto al kerosene standard, indicano un abbassamento delle emissioni di CO2 fino all’80%, ma con un avvertimento: buona parte delle emissioni climalteranti di un volo è causata dalle cosiddette emissioni non-CO2 dovute al rilascio di varie particelle climalteranti in alta atmosfera.

Vantaggi e svantaggi delle diverse soluzioni esistenti

Il modo più virtuoso di abbassare le emissioni di un volo è con l’e-kerosene (che permette di ridurre le emissioni CO2 e non-CO2 circa del 50%), con il problema che idrogeno verde e Direct Air Capture sono procedimenti poco diffusi ed energivori e che oggi non abbiamo un surplus di energia rinnovabile o a bassa intensità carbonica da usare a questi scopi (per semplificare: questa energia verde potrebbe essere utilizzata per far viaggiare auto elettriche con maggiori benefici per l’ambiente rispetto alla riduzione delle emissioni se usata negli aerei). Il secondo metodo migliore per abbassare le emissioni di un volo sono gli altri tipi di Sustainable Aviation Fuels e infine ci sono i classici progetti di carbon offsetting certificati per compensare le emissioni nel lungo periodo. Considerate che però non esistono siti web specifici per acquistare una quota di e-kerosene, ma solo un generico Sustainable Aviation Fuel. Purtoppo gli aerei sono uno di quei settori hard-to-abate (difficili da decarbonizzare) che hanno un urgente bisogno di idrogeno verde e altre tecnologie costose ed energivore per poterne abbassare le emissioni climalteranti. Questo perché non sono facilmente realizzabili aerei a zero emissioni nei prossimi 20 o più anni (e forse quelli a lunga percorrenza non verranno mai realizzati).

Conclusioni

Per concludere, la soluzione numero uno per abbassare le emissioni dei propri voli è quella di prendere meno aerei: il più vicino possibile allo zero voli all’anno, che è la scelta più virtuosa. Inoltre, uno spunto utile è sostenere realtà non-profit come Transport & Environment che fanno un grandissimo lavoro di studio ed elaborazione dei dati per poter consigliare alle istituzioni europee (e ai cittadini) le soluzioni più concrete per abbassare le emissioni ed evitare greenwashing ed effetti negativi non voluti (a titolo di esempio: non usare colture per il biodiesel che potrebbero invece avere un uso alimentare) dall’intero settore dei trasporti. Infine, se scegliamo di prendere un aereo, valutiamo se fare un carbon offsetting con il Sustainable Aviation Fuel (molto più caro, nell’ordine di grandezza del prezzo del biglietto aereo) o con altri progetti certificati (che costano pochi euro, ma hanno possibili benefici nel lungo periodo).



Link di approfondimento

Per approfondire gli aspetti più tecnici dei vari Sustainable Aviation Fuels e la direzione in cui sta andando la normativa ReFuelEU.
Anche cambiare le rotte di volo potrebbe ridurre le emissioni non-CO2. Quali sono le problematiche dell’e-kerosene? Lo spiega questo studio.

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